Ciccio Graziani rifarebbe l’esperienza di “Campioni”?

Ciccio Graziani ha fatto presto a diventare un’icona della tv sportiva in Italia, all’inizio degli anni 2000. Fino ad allora, infatti, l’ex attaccante azzurro aveva fatto parlare di sé prevalentemente per le prodezze sul rettangolo verde. Qualcuno lo aveva apprezzato anche per quelle sporadiche esperienze da allenatore assaporate dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. I più giovani amanti del calcio, che non avevano mai avuto modo di vedere Ciccio in campo, l’hanno conosciuto però solo tramite “Campioni, il sogno”. O semplicemente “Campioni”, come lo chiamavano tutti. Si trattava di un vero e proprio reality show ambientato nel mondo del pallone, tanto che gli spettatori potevano scegliere alcuni calciatori da schierare titolari con il televoto. Il programma andò in onda su Italia 1 per due edizioni, tra il 2004 e il 2006. Un periodo relativamente breve, ma sufficiente per consegnare al nostro Ciccio una seconda identità.

Ciccio Graziani rifarebbe "Campioni"
Ciccio Graziani rifarebbe l’esperienza di “Campioni”

Merito anche della Gialappa’s Band, capace di cogliere le sfumature più divertenti del carattere di Graziani per proporle nella salsa migliore al pubblico. Il tutto senza mai scadere nella volgarità, nemmeno di fronte ai più accesi momenti di rabbia. La squadra protagonista del reality era il Cervia, militante nel campionato di Eccellenza e subito promosso in Serie D. Sotto la guida di Ciccio e grazie alle prestazioni dei vari Alfieri, Moschino, Arrieta & co., il successo mediatico e sportivo fu incredibile. Si trattò di un risultato storico per una squadra che non saliva di categoria da 35 anni e che in poco tempo tutti quanti iniziarono a tifare, seguendo le partite in chiaro su Italia 1 la domenica mattina.

Sono passati tanti anni da allora, ma a molti aficionados è rimasto un piccolo tarlo nella mente. Sarebbe possibile ripetere il fenomeno di “Campioni”? In un’intervista rilasciata a Soccermagazine.it nel 2012, lo stesso Ciccio Graziani rispose a questa domanda togliendo ogni dubbio al riguardo. “Sì, come no. Io la rifarei perché era un’esperienza che divertiva. Eravamo una squadra seria nel verso senso della parola e in più abbiamo dato visibilità e prospettiva a dei giovani dilettanti con il sogno di diventare professionisti. Purtroppo non c’è riuscito nessuno tranne uno, Arrieta, negli Stati Uniti. Gli altri sono rimasti tutti in categorie molto molto basse, però – ripeto – abbiamo dato la possibilità ad un ragazzo dilettante di coltivare il sogno di diventare un professionista”. Chissà che un giorno la magia non possa ripetersi anche per poco, allora…

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