Pirlo alla Juventus? Tutti i dubbi di Ciccio

Pirlo nuovo allenatore della Juventus: non si parla di altro da giorni. La scelta per la panchina bianconera in seguito all’esonero di Maurizio Sarri ha colto di sorpresa molti appassionati di calcio e addetti ai lavori, sia per i tempi rapidi della decisione, sia per l’entità della stessa. Andrea Pirlo si è ritirato dal calcio giocato 3 anni fa e, almeno inizialmente, non era propenso alla carriera in giacca e cravatta. Quella con l’Under 23 della Juve sarebbe stata infatti la sua prima esperienza in assoluto da allenatore, ma di colpo l’ex regista della Nazionale si è ritrovato a guidare direttamente la squadra italiana più vincente degli ultimi anni. Una responsabilità gigantesca per chi è agli inizi. L’auspicio di tanti tifosi è che la “Vecchia Signora” possa avviare il ciclo di un “nuovo Guardiola” italiano.

Ai microfoni di Radio Sportiva anche Ciccio ha detto la sua in merito, senza risparmiare qualche appunto da campione del mondo a campione del mondo. “Fossi stato in lui non so se mi sarei preso questa responsabilità, il rischio di bruciarsi è alto. Non si può dare una Ferrari in mano a un neopatentato. Non è un mestiere che si inventa dall’oggi al domani. Questa amicizia e rapporto privilegiato con Agnelli non mi piace, ci saranno da condividere situazioni difficili anche con ex compagni, come verranno affrontati questi problemi?”.

Ciccio Graziani parla di Pirlo alla Juventus
Ciccio Graziani ai microfoni

“Per la Juve è stata una stagione difficile, questo è stato lo scudetto meno convincente. Mi chiedo quante colpe abbia Sarri in questa involuzione. Ma se la Juve lo ha mandato via è perché il gioco non si è mai visto e i risultati ottenuti non sono soddisfacenti”, ha aggiunto Ciccio, per il quale bisognerebbe trovare anche un nuovo partner per Cristiano Ronaldo: “Ha 35 anni ma muscolarmente ne ha 28, giocherebbe sempre, anche di notte. Gli manca solo un riferimento in area, Mandzukic era l’ideale“. Adesso la palla passa a Pirlo, ma stavolta non basteranno i piedi buoni per la mossa vincente.

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