Ciccio racconta l’incidente: “Mi aggrappavo a Dio”

Nell’ultima puntata di “Domenica Live”, in onda su Canale 5, Ciccio Graziani è stato tra gli ospiti di Barbara D’Urso per raccontare pubblicamente del brutto incidente che l’ha interessato a inizio settembre. In queste settimane Ciccio non aveva avuto molte occasioni per raccontarsi e per la prima volta si è dilungato sull’accaduto. “Adesso sto abbastanza bene, grazie. Per fortuna l’incidente è avvenuto in un campetto, e cadere in un tappeto di erba sintetica a detta dei chirurghi mi ha attutito del 10 15% l’impatto, però ho commesso una stupidaggine, senza calcolare i rischi. Perché quando si va oltre una certa altezza bisogna poi pensare che a volte un piccolo capogiro, un abbassamento di pressione o uno scivolamento può compromettere tutto. Avevo già lavorato con questa scala. Io ho un club di calcetto e in campo c’era una parte della rete in alto che si era rotta”.

“A quel punto ho detto a mia moglie: ‘Quasi quasi la metto a posto in 2 minuti’. Mia moglie ha detto: ‘Non lo fare perché è pericoloso, è troppo alto, siamo da soli’. Io le risposi: ‘Ma che ci vuole? Dai, con quella scala allungabile in due secondi faccio il lavoro’… Però la mia testardaggine mi ha fatto pensare che se uno sta bene fisicamente può fare tutto e di più. Sono salito per rammendare questa rete e quando ero a circa 6 metri e mezzo ho avuto la sfortuna che si sono dissaldati i ganci di acciaio che tengono la scala allungabile sulla scala sottostante. La scala è andata da una parte e sono caduto dall’altra… ma tu capisci che l’altezza era tale che il botto è stato forte. Mia moglie si è spaventata tanto”.

Ciccio Graziani racconta il suo incidente da Barbara D'Urso
Ciccio Graziani racconta il suo incidente da Barbara D’Urso

“Sono stato In terapia intensiva 48 ore. Sono caduto per fortuna in un modo rannicchiato ed ho battuto il gluteo, la schiena e le scapole tutto dalla parte sinistra. Praticamente ho avuto le fratture di 6 vertebre fratturate e 11 costole rotte, per fortuna tutte in modo lineare. Tanto è vero che il muro che abbiamo nella colonna vertebrale è riuscito ad essere così forte da tenere bene e poi sembrava che ci fosse la milza compromessa, ma invece era solo una piccola emorragia. Si è formata anche un’emorragia interna con una sacca di sangue che era tra la pleura e il polmone sinistro. Dopo 2-3 giorni volevano provare a drenare questa sacca perché incideva sulla respirazione, avevo sempre l’ossigeno. Poi dopo, attraverso un consulto con il professore Piero Paladini dell’ospedale di Siena, mi hanno proposto di fare questo intervento con una chirurgia robotica, molto risolutiva e poco invasiva”.

“La mia grande paura era quella dei traumi interni… Le prime 48 ore in terapia intensiva sono state toste, perché pensavo di essere in pericolo di vita e quando sei dentro la terapia intensiva, al di là di tutti i rumori che senti perché sei monitorato sotto tutti gli aspetti, ti prendono tutte le paure del mondo. Pensi alla tua vita, la tua famiglia, ai nipoti, ai figli, alla moglie e alle persone che ti vogliono bene. Sei immobile, non puoi muoverti perché qualsiasi movimento che facevo mi dava dei dolori grandissimi. Mi aggrappavo a Dio, gli dicevo: ‘Signore mio aiutami, io faccio quello che posso ma tu aiutami, ma continua a darmi una mano’. Senza l’aiuto di Dio non si va da nessuna parte. Mentre stavo cadendo il buon Dio ha detto al mio angelo custode ‘Vai e aiutalo, sennò ci si trita tutto questo uomo’. Sono stato miracolato”.

3 pensieri su “Ciccio racconta l’incidente: “Mi aggrappavo a Dio”

  1. Bruno Rispondi

    Eeee meno male che ti è andata bene, nonostante tutte le bestemmie e imprecazioni cje dicevi quando giuocavi ed allenavi!!!! 🤷‍♂️

  2. Fabio Rispondi

    Non salire mai piu’ in quota. Ci hai fatto prendere un bello spavento.
    Forza Ciccio. Il buon Dio ti ha protetto.

  3. Lino Rispondi

    Ciccio sei sempre forte da quando giocavi al Bettini che venivi da Subiaco. ⚽️⚽️⚽️⚽️⚽️

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