Anche Ciccio elogia Ibrahimovic: “Mi vengono i brividi”

Come promesso due settimane fa, Ciccio Graziani si è presentato direttamente in studio per l’edizione di “Sportmediaset XXL” di oggi. Impossibile non parlare del match clou di questa giornata di campionato: il derby di Milano terminato 1-2 per i rossoneri. “Il Milan è tornato. Queste prime quattro giornate l’hanno evidenziato. Ha finito benissimo l’anno scorso e ha riniziato altrettanto bene. Ha sopperito ad alcune assenze importanti, per esempio a Crotone si è fatto male anche Rebic e non c’era Ibra. Questa squadra giovane è interessante perché ha entusiasmo e gioca bene. Chissà cosa succederà…”, ha dichiarato Ciccio.

“Il Milan ha avuto alcuni momento nella ripresa in cui perdeva troppe palle in uscita esponendosi alle ripartenze dell’Inter. Certo, regalare 6 giocatori al Milan in questo momento non se lo può permettere neanche all’Inter. Ibrahimovic in questo momento fa la differenza. Ragazzi, quando sento parlare di Ibrahimovic mi vengono i brividi… I giocatori si curano tanto adesso, ci sono delle tecnologie che aiutano. E’ anche una questione di testa caratteriale, ma soprattutto fisica. Andando avanti con l’età perdi un po’ di velocità, di brillantezza, invece curandosi come fa anche Cristiano Ronaldo loro arrivano ad essere al top anche a un’età avanzata”, ha aggiunto Graziani.

Ciccio Graziani commenta Ibrahimovic - cicciograziani.com

Più severo il commento sui nerazzurri. “L’Inter ha problemi numerici, date le assenze causa Covid. Ieri nell’arco della partita hanno pesato. Se potessi, chiederei a Conte: perché Kolarov in quel ruolo e non Ranocchia? Perché non giocare a quattro dietro? Kolarov in quella posizione è pericolosissimo, lui è bravo quando spinge. Va via Godin e fai giocare Kolarov, perché? Se vuoi usare Eriksen, devi giocare col trequartista. Devi fare un 4-3-1-2, con le due punte Lautaro Martinez e Lukaku. Se non lo fai giocare nel suo ruolo e non gli dai fiducia, i calciatori poi vanno in difficoltà. Poi sei sempre sotto la lente d’ingrandimento della critica”.

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