Ciccio: “Senza CR7, Juve neanche in Europa League”

Ciccio Graziani è stato ospite della puntata di oggi di “Sportmediaset XXL”. Impossibile non parlare del momento delle big della Serie A, considerando che nelle ultime settimane c’è stato un avvicendamento sulla vetta della classifica. L’Inter dovrà provare a riconfermare il suo prima contro il Genoa. “Per fortuna che non si è presentato nessuno per Eriksen e Perisic. L’Inter diceva che senza coppe aveva troppi calciatori, ma ora con questi calciatori è più facile vincere il campionato. Questa è la prima vera fuga, deve vincere col Genoa, naturale, lo mettiamo in preventivo anche se non c’è nulla di facile. Questa è la squadra più forte, è prima e lo merita”, ha dichiarato Ciccio in riferimento ai nerazzurri.

“Bisogna vedere anche stasera cosa succede tra Roma e Milan, in caso di risultato negativo del Milan si può parlare di prima fuga. Quante volte ho detto che Eriksen è un grande giocatore che deve giocare mezz’ala? Perisic si spende tanto per la squadra. Sono risorse straordinarie, coi 5 cambi fanno la differenza, puoi cambiare mezza squadra”. Molto più severo il giudizio sulla Juventus, specie dopo il pareggio contro il Verona. “Bisogna rimarcare i tanti assenti, li hanno avuti anche il Napoli e il Milan. In questo momento non ci volevano tanti infortunati alla Juve. Ieri avevano un cambio solo: McKennie, ma riconosciamole questa difficoltà. Qui manca un elemento che è fondamentale: il gioco”.

Ciccio Graziani
Ciccio Graziani

“Questa è una squadra che non ha gioco, è una squadra di solisti. Cosa sarebbe successo senza Ronaldo? Non sarebbero stati neanche in zona Europa League. Sugli esterni hanno Chiesa, Bernardeschi, ci sono Ramsey, Bentancur, Ronaldo, dietro bene o male c’è gente abituata a reggere la baracca. Ma qui manca il gioco, questa squadra non gioca al calcio. I malanni risiedono nei ruoli non definiti. Ieri osservavo Kulusevski: deve stare vicino a Ronaldo, fare la fase offensiva o altro? In questo momento è in confusione perché deve fare 7 cose in una e non ce la fa. Anche Bernardeschi si muove troppo, da una fascia all’altra, va in mezzo. Bisogna dare dei ruoli ben precisi in cui ognuno sappia quello che deve fare”.

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