50 anni fa l’esordio assoluto di Ciccio Graziani

Al giorno d’oggi siamo abituati a sentire di potenziali promesse e giovani leve catapultate all’improvviso in Serie A. Ma le vere carriere sono quelle che si costruiscono a poco a poco, con tutta la gavetta necessaria, e Ciccio Graziani ne sa qualcosa. Per diventare grande col Torino e laurearsi campione del mondo al termine della prima stagione con la Fiorentina, l’ex attaccante è dovuto partire dalla Serie B, da Arezzo. Era la stagione 1970/1971, che i toscani avrebbero concluso al 7° posto. Mancavano 2 giornate alla fine del campionato. Il mister Dino Ballacci non si fece troppi problemi a far esordire in prima squadra, contro il Cesena, il bomber della Primavera. Prima di quel 30 maggio del ’71 di Ciccio Graziani si sapeva poco o nulla. Se non che condividesse un piccolo paesino d’origine con Gina Lollobrigida: Subiaco, 8.000 anime presenti ancora oggi nei racconti di Ciccio.

L’emozione del giocatore non è mai stata nascosta. Già, l’emozione per un debutto in Serie B, che forse per molti sarà passato sottotraccia. Quei molti che probabilmente avranno ignorato all’epoca anche le prime gesta di Graziani negli anni a venire, in cui Ciccio siglò 11 goal nel campionato cadetto. La strada è sempre stata in salita. In quel lontano 30 maggio l’Arezzo fu beffato da un rigore al 77′ e Ciccio non andò a segno nemmeno nella gara successiva, disputata a Bergamo contro l’Atalanta. L’ascesa del bomber si avviò nel 1972, quando dopo i primi goal con l’Arezzo il Torino iniziò a farsi avanti assicurandosene il cartellino e lasciando il giocatore in prestito agli amaranto per un altro anno. Risultato: 38 presenze e 10 reti tra campionato e Coppa Italia. Ciccio era pronto per i grandi.

1969: Ciccio Graziani firma con l'Arezzo
1969: Ciccio Graziani firma con l’Arezzo

La storia di Graziani con la maglia granata è ben nota e nel ’75 ha portato all’esordio in Nazionale. Ancora oggi Ciccio figura tra i più grandi attaccanti di sempre del Torino. Graziani è stato sia capocannoniere del campionato nel ’77 sia della Coppa Italia nell”81, per poi volare a Firenze. Per sollevare nuovi trofei nazionali, però, è stato necessario il trasferimento alla Roma, vincitrice della Coppa Italia in due occasioni. Una delle quali nel 1984, anno nefasto per Ciccio. I giallorossi arrivarono ai rigori nella famosa finale di Coppa dei Campioni giocata proprio all’Olimpico e Graziani sbagliò il quarto tiro della serie. Un errore che si aggiunse a quello di Bruno Conti, un altro dei pupilli di Bearzot. Da Subiaco ad Arezzo, dal salto sul tetto del mondo al tonfo su quello d’Europa. 50 anni fa è iniziata una carriera piena di emozioni.

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